Realizzato probabilmente tra il 1880 e il 1883, Fiori appartiene a un momento particolarmente vivace della carriera di Giovanni Boldini. Trasferitosi a Parigi nel 1871, l’artista era ormai inserito in un ambiente cosmopolita e le sue opere, anche grazie alla collaborazione con il mercante Adolphe Goupil, raggiungevano collezionisti europei e americani.

Oltre ai celebri ritratti e alle scene della vita parigina, Boldini amava dedicarsi anche a soggetti più intimi e a dipinti di piccolo formato, nei quali poteva sperimentare con grande libertà. Fiori, eseguito a olio su tavola, ne è un esempio significativo. Un mazzo di rose e altri fiori recisi emerge da uno sfondo chiaro, appena accennato. Rosa, bianco e rosso si intrecciano con il verde delle foglie, mentre steli e corolle sembrano espandersi nello spazio grazie a una pennellata rapida e vibrante.

Boldini non cerca una descrizione botanica precisa: ciò che gli interessa è cogliere l’impressione del momento. La luce sfuma i contorni, il colore suggerisce le forme e la materia pittorica si fa più densa sui petali, dando al mazzo una presenza viva e immediata.

Anche il retro del dipinto racconta qualcosa della sua storia. Il timbro della ditta parigina H. Vieille ed E. Troisgros, attiva tra il 1878 e il 1883 nella vendita di materiali per artisti, aiuta a collocare il supporto negli anni parigini di Boldini. Un’etichetta della Galerie Vildrac testimonia inoltre il successivo passaggio dell’opera sul mercato dell’arte francese.

Piccolo nelle dimensioni e lontano dalla mondanità dei grandi ritratti, Fiori rivela così un volto più spontaneo di Boldini: quello di un pittore affascinato dalla luce, dal colore e dal movimento.

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