Dipinto nel 1919, Corbeille de cyclamens (“Cesto di ciclamini”) appartiene a una fase importante della carriera di Kees van Dongen. Negli anni immediatamente successivi alla Prima Guerra Mondiale, l’artista olandese, stabilitosi da tempo a Parigi, stava conquistando una crescente notorietà internazionale e si preparava a diventare uno dei ritrattisti più richiesti dell’alta società europea.

Al centro del dipinto compare un cesto di vimini colmo di ciclamini. I fiori bianchi e aranciati spiccano tra le foglie verde-bluastre, mentre il manico arcuato del cesto racchiude la composizione e conduce lo sguardo verso il grande fiocco chiaro sulla destra. Intorno, uno sfondo profondo di blu, grigi e tonalità quasi nere elimina ogni riferimento preciso dello spazio e fa emergere con forza il gruppo floreale.

Protagonista dell’opera è soprattutto il colore. Van Dongen costruisce le forme con pennellate rapide e sintetiche, senza soffermarsi sulla descrizione minuziosa dei dettagli. I ciclamini e il fiocco sembrano quasi illuminarsi dall’interno, risaltando sul fogliame e sul fondo scuro. Il contrasto tra toni chiari e profondi conferisce così alla natura morta una forte intensità e un evidente carattere decorativo.

Questa libertà nell’uso del colore richiama le esperienze del Fauvismo, movimento d’avanguardia di cui Van Dongen era stato uno dei protagonisti a Parigi all’inizio del Novecento. Nel 1905 aveva infatti esposto al celebre Salon d’Automne insieme agli artisti soprannominati “Fauves”, le “belve”, per l’audacia dei loro colori.

Corbeille de cyclamens mostra come, anche in un soggetto tradizionale come un cesto di fiori, Van Dongen sapesse trasformare il colore nel principale strumento espressivo.

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