Realizzato nel 1983, poco dopo il trasferimento di Francesco Clemente a New York, After a Poem vanta una significativa provenienza internazionale: esposto presso Sperone Westwater Fischer e Mary Boone Gallery, spazi centrali della scena newyorkese degli anni Ottanta, passa nel 2002 da Christie’s a Londra ed entra successivamente nella Collezione Bracco de Silva.

Il monumentale dipinto è dominato dal volto frontale di una donna, identificata con Alba Primiceri, moglie dell’artista. Dai suoi occhi scendono lacrime dalle quali emergono due figure maschili nude, probabilmente un doppio autoritratto di Clemente. La fissità quasi iconica del volto femminile contrasta con la sensualità dei corpi, mentre lo sfondo ocra colloca la scena in uno spazio sospeso e primordiale. Il dipinto condensa temi centrali nella ricerca dell’artista: identità, dualità, eros e trasformazione. Il legame tra Clemente e Alba diviene così espressione di una concezione dell’amore come fusione e conoscenza dell’altro, nutrita anche dall’incontro dell’artista con la cultura e la spiritualità indiane.

Francesco Clemente (Napoli, 1952) è tra i protagonisti della Transavanguardia teorizzata da Achille Bonito Oliva. Fin dagli anni Settanta, i viaggi in Afghanistan e India alimentano una ricerca aperta al dialogo tra culture occidentali e orientali. Trasferitosi a New York nei primi anni Ottanta, entra in contatto con artisti come Andy Warhol, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat. After a Poem appartiene a questa fase decisiva: una pittura profondamente soggettiva e cosmopolita, capace di intrecciare riferimenti arcaici e contemporanei, spiritualità, corpo e memoria personale.

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